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Music and Lyrics (e gli anni ’80).
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| Music and Lyrics (2007) |
Odio essere figlia degli anni ’90. Letteralmente, lo odio.
Mi sono persa la tecno-trance di Corona & Co. perché troppo impegnata a
gattonare, senza contare che il New Romantic è per me totalmente sconosciuto. Ho
coltivato durante gli anni la passione di riscoprire certe chicche tra cui
Japan, Tears for Fears ed altro, ma non è la stessa cosa del sentirlo tutti i giorni alla radio, vero? Immaginate quindi la mia euforia nel sentire, all’inizio del film Music and Lyrics (tr. ‘Scrivimi una
canzone’) una perfetta canzone in stile, parodia di quel genere che mi fa tanto battere il cuoricino.
Music and Lyrics parla della disperazione di una vecchia
icona della pop music degli anni ’80 e dei suoi fantasmi del passato. Alex Fletcher,
interpretato dal britannissimo Hugh Grant (la cui faccia da cane bastonato m’irrita
assai, ma non posso esimermi dal dire che è un bravo attore, eppoi IO ADORO la
pronuncia inglese. Così pulita, rotonda…in confronto a quella americana dove
sembra che tutti abbiano in bocca una dentiera malferma. Ma quanto cavolo
strascicano gli americani? Bah.), è costretto per tornare alla ribalta ed
evitare ingaggi tristissimi tipo cantare-il-sabato-pomeriggio-a-Gardaland, a
scrivere una canzone per un duetto con la famosissima Cora Corman (una specie di Lady Gaga dei giorni nostri,
anche se più carina e meno folle). Lo aiuterà una pseudo-scrittice con la fobia
delle infezioni, Sophie Fisher (interpretata da Drew Barrimore, che chissà come
con la musica c’entra sempre qualcosa). Ma entrambi hanno i loro scheletri nell’armadio:
da una parte Alex la deve fare il conto con la sua frustrazione nel constatare
che la musica è diventata un orrendo
baraccone per fare soldi (cit. ‘E’ per questo che lo chiamano music business! ‘)
mentre Sophie dovrà finalmente prendere in mano la sua vita e cominciare a non
avere più paura delle sconfitte. Lascio scoprire a voi perché ho definito
questo film romantico.
Un bel film, piacevole e leggero, ambientato in una
magnifica e tranquilla New York, costellato dalle simpatiche gag del
carismatico Grant (il film si regge su di lui, praticamente). L’unico neo?
C’avrei messo più musica anni ’80. Ma è un mio gusto, ovviamente.





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