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Si stava meglio quando si stava peggio: The Artist
The Artist è una splendida commedia francese di un paio di anni fa. Una commedia muta. Nel senso che i personaggi non parlano. Ma lo giuro. Ok, non è vero, dicono tre parole alla fine del film. Ho spoilerato. Che brutta persona che sono.
1927. George Valentin è un famoso attore al soldo dei Kinograph Studios che fa soldi a palate recitando nelle commedie romantiche tanto di voga al tempo, inseparabile dal suo cagnolino e accompagnato da starlette di bassa lega. L'uomo, fiero di sè ed estremamente orgoglioso, in un litigio con il suo produttore si rifiuta di prendere parte ad uno dei primi film sonori che verranno realizzati a breve e perde il lavoro. Nonostante i suoi sforzi per tornare nei cinema cade in disgrazia, a differenza di una delle comparse che aveva avuto la fortuna di lavorare con lui quando era ancora una stella. Peppy Miller è un'audace signorina che, da semplice ballerina diventa una delle attrici più famose del tempo. Sarà lei che, grazie al suo amore e l'ammirazione per lo sfortunato attore, non solo lo riporterà alla ribalta, ma inventerà uno dei filoni cinematografici più fortunati degli anni '30 e '40.
Il film è molto originale e a mio parere molto azzardato (un muto nel 2011?), ma il fatto che ricalchi i clichè dei film che effettivamente venivano realizzati negli anni '20 ce lo fa sembrare, ai giorni nostri, gustoso. Eccezionalmente leggero e naif, appare come una favola in bianco e nero recitata da attori di grande bravura. Un esperimento per elaborato, magico, accompagnato da una splendida colonna sonora che resterà probabilmente isolato per un bel pezzo. In fondo è meglio così: chi tornerebbe più al cinema a vedere un film senza audio?




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