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L'importanza di chiamarsi… Avril Lavigne.

Posted by V. on 15:00 in , ,
Avril Lavigne
No, il titolo non c'entra nulla con Oscar Wilde.

Io Avril Lavigne la odio. Poverina. Non mi ha fatto niente, anzi, dovrebbe essere per me un esempio di come una ragazzina, neanche poi molto dotata musicalmente, è riuscita a fondare un piccolo impero cantando sulla rabbia adolescenziale e sull'essere punk (punk? PUNK? Non diciamo cazzate.) Alla fine, se lei può permettersi di avere una collezione mentre io rantolo in giro per saldi, vorrà dire qualcosa.
 
Cercherò di essere estremamente oggettiva nell’esporre una serie di notizie riguardanti la vita privata e musicale della suddetta cantante. Sarà difficile, e probabilmente il mio proposito cadrà irrimediabilmente, ma tenterò.
 
Leggo da Wikipedia: Avril nasce in terra sperduta di Canada. Imbraccia per la prima volta (e probabilmente anche l'ultima, escludendo i playback) la chitarra a 14 anni. I suoi genitori si rendono conto di quanto talento ha la loro figlioletta dai romantici occhi azzurri. L’incontro fortuito (o meno) con gente di varia natura la porta alla firma di un contratto discografico con l'Arista Records (etichetta controllata dalla BMG/Sony).
Avril Lavigne esordisce con Let Go nel 2002. Vengono proposte canoniche canzoncine a livello compositivo elementare. Viene sfornato il primo singolo, Complicated, che spopola su Mtv e permette alla nostra di raggiungere vette di popolarità impressionante.

Complicated - Avril Lavigne

Il video è particolarmente esplicativo: una ragazzina pelle e ossa che si diverte a rompere i coglioni a chiunque in un centro commerciale. Ragazzine in delirio: finalmente un idolo a cui poter assomigliare, e senza nessuno sforzo! Insomma, perché farsi il culo a imparare a suonare bene uno strumento e farsi una cultura musicale ascoltando dischi celebri, quando basta un poco di matita nera e una canotta bianca per sembrare una vera e propria rebel

Credo che abbiate capito che non riuscirò mai ad essere imparziale con questa donna.

Comunque, cavalcando l’onda del precedente successo escono Sk8er Boy, I’m with you e Losin Grip (unica canzone che come musicalità e come video è un minimo apprezzabile. Un minimo, badate bene.). 
Si triplicano i progetti di adolescenti incazzate che corrono in giro per le strade di Los Angeles cantando canzonette al limite del ridicolo e monetizzando un casino. Ma la star è lei. Diventata ricca, famosa e potente, la nostra giovane promessa riesce finalmente a coronare il sogno di ogni adolescente: trovare il principe azzurro (perchè anche le punkers hanno un cuore, mostri!). Nel 2003 si fidanza ufficialmente con Deryck Whibley, il cantante dei Sum41, e lo sposa nel 2006. La gioia incontenibile, considerando la rivelazione della nostra sul fatto di essersi messa assieme al migliore amico di lui con l'unico scopo di riuscire a stargli vicino (notevole il fatto che anche lui abbia sviluppato la stessa passione per lei l'anno dopo del suo successo). 

Si susseguono altri tre album. Posso essere onesta? Non ricordo neanche una canzone. Sono nate altre mode, altre artiste si sono succedute sulla scena musicale, più preparate e con più classe. E poi gli anfibi sono così demodè. Comunque, di lei da quel momento non so più dirvi nulla.

Sempre da Wikipedia: la piccola Avril continua nella sua carriera. Scrive, canta, pubblica. Inaugura una linea di abbigliamento, la Abbey Dawn e nel 2008 e comincia a patrocinare diversi profumi (Che cosa odiosa. Perchè ogni cavolo di starlette deve avere il proprio profumo? E perchè io dovrei essere attirata da un profumo solo per la loro bella faccia?).
Nel 2009 l'idillio col Sum41 finisce. Dopo un rapporto con un tipo strano che non ho idea di chi sia la Avril rimette (di nuovo) la testa a posto: nel 2012 Chad Kroeger, leader dei Nickelback, chiede la sua mano e lei accetta. 

Io a quei due non ci credo per niente. Sospetto sia una mossa mediatica/commerciale per cercare di tirare fuori altri soldi. Se fosse così, tanto di cappello alla nostra protagonista: non varrà molto artisticamente, ma come business woman è proprio brava.

Ciò non toglie il fatto che mi stia sulle palle.

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